LA STRUTTURA DEI MATERIALI NON-CRISTALLINI

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Una conferenza con 200 scienziati provenienti da 31 nazioni: chimici, fisici e ingegneri dei materiali a confronto
di Giuseppe Dalba

La dodicesima edizione della Conference on the Structure of Non-Crystallinematerials (NCM12) è stata organizzata dal Laboratorio X-raySynchrotonRadiation del Dipartimento di Fisica dell’Università di Trento presso il Centro Congressi di Riva del Garda dal 7 al 12 luglio 2013. L’edizione precedente fu tenuta a Parigi nel 2010.

La conferenza ha attirato 200 scienziati provenienti da 31 nazioni. La rettrice dell’Università di Trento, Daria de Pretis, ha aperto i lavori con un discorso di benvenuto ai partecipanti. Sono state presentate circa 80 relazioni orali, di cui 14 su invito, e 130 presentazioni su poster.
Il tema in discussione ha riguardato la struttura dei materiali non-cristallini, materiali che compongono buona parte degli oggetti e dei dispositivi che utilizziamo tutti i giorni. Il vetro e i materiali amorfi come la plastica ne sono gli esempi più comuni.

La natura favorisce lo stato solido cristallino, perché serve meno energia per realizzare una composizione ordinata di atomi come quella presente per esempio nei cristalli, nelle rocce e nei metalli. In natura i materiali cristallini si trovano in forma di singoli cristalli o aggregati di cristalli: per i primi, i cosiddetti monocristalli, si pensi per esempio ai diamanti o ai più umili ma non meno importanti cristalli di sale da cucina; per i secondi, i policristalli, ai metalli o ai minerali. Sin dalla notte dei tempi si è scoperto però che è possibile produrre solidi non cristallini di varia forma e dimensione. Tra i più noti il vetro, il quale continua, ancor oggi, imperturbabile nella sua trasparenza, robustezza, e adattabilità a scandire il ritmo del prog