IL LAVORO CLANDESTINO

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Con “Riso amaro” riparte la rassegna cinematografica sul lavoro alla Facoltà di Sociologia
di Annalisa Murgia e Barbara Poggio

Lunedì 27 febbraio 2012, con inizio alle ore 21.00 in aula Kessler (via Verdi 26, Trento), riparte la rassegna su cinema e lavoro organizzata dal corso di laurea magistrale in Lavoro, organizzazione e sistemi informativi della Facoltà di Sociologia.

Le differenti modalità in cui la dimensione lavorativa viene rappresentata nel cinema vengono proposte come spunto di analisi e riflessione sulle trasformazioni del lavoro contemporaneo non solo per gli studenti e le studentesse della Facoltà di Sociologia, ma in termini più ampi per l'intero ateneo trentino.

Il ciclo di proiezioni giunge quest'anno alla sua settima edizione. Nato dall'idea di fornire nuovi strumenti di analisi e lettura dell'esperienza del lavoro, è diventato negli anni un appuntamento fisso per gli appassionati di cinema dell'ateneo e per chi voglia confrontarsi con le problematiche del lavoro attraverso le pellicole proiettate.

La rassegna che proponiamo quest'anno ha però un significato particolare per il gruppo organizzatore. L'edizione 2012 è infatti interamente dedicata a Rino Fasol, docente della Facoltà di Sociologia, recentemente scomparso, che con noi ha ideato questa iniziativa, fin dalla sua prima edizione, e con il quale abbiamo condiviso non solo la passione per il cinema, ma soprattutto l'impegno nella costruzione di spazi collettivi di discussione e confronto all'interno dell'università.

Il tema attorno a cui si snodano i film proposti quest'anno è quello della clandestinità, dei soggetti così come dei lavori che svolgono.

La serata di apertura è un omaggio al cinema neorealista di De Santis che in “Riso amaro” descrive le condizioni di lavoro di una mondina “clandestina”. Seguono una serie di proiezioni che raccontano per un verso la condizione dei soggetti dichiarati irregolari, o che comunque vivono e lavorano in contesti ostili, che sottraggono loro diritti, a partire da quello di cittadinanza. È il caso de “L'ospite inatteso” (5 marzo), “La giusta distanza” (19 marzo) e “Miracolo a Le Havre”, l'ultimo capolavoro di Kaurismäki (2 aprile). D'altra parte sono proposte delle pellicole che descrivono la condizione del lavoro che viene dichiarato clandestino e dunque negato o non riconosciuto. Oltre al ritratto delle mondine nel secondo dopo guerra saranno raccontate altre situazioni di lavoro taciuto, sommerso e in ogni caso reso invisibile, come nelle storie delle due prostitute di “Princesas” (12 marzo) o dei musicisti d'orchestra de “Il concerto” (26 marzo).

Al gruppo che in questi anni h