L'AZIONE EDUCATIVA PER UN MUSEO IN ASCOLTO

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Il dialogo fra museo e visitatore e il rapporto con pubblici diversi. La partecipazione della Facoltà di Lettere e Filosofia al convegno del Museo Diocesano Tridentino
di Domenica Primerano

Il titolo dell'VIII convegno AMEI, "L’azione educativa per un museo in ascolto", riassume bene il senso dei tre giorni di lavoro: volevamo sottolineare la necessità che il museo si ponga in ascolto della società in cui opera per poter essere davvero inclusivo e non autoreferenziale. Per troppo tempo infatti il museo è stato un luogo di esclusione: le collezioni esposte altro non sono che una campionatura della realtà decisa dagli esperti, presentata secondo sistemi di classificazione indecifrabili ai più. Di qui il senso di inadeguatezza, di soggezione che coglie chi lo frequenta. Il museo ha avuto sostanzialmente il ruolo di garante e unico interprete del patrimonio, inteso come un insieme statico di beni di valore immutabile e universale. Tra museo e visitatore veniva privilegiato un modello di trasmissione a senso unico, diremmo: il museo, quale fonte autorevole, trasferiva conoscenze a un visitatore passivo. Il processo di ripensamento che in tempi recenti ha interessato il museo ha indicato una nuova strada: il museo può diventare territorio di scambio e di relazioni se è disposto ad accogliere punti di vista e interpretazioni molteplici relative ai beni che espone. L’educazione museale in tutto questo gioca un ruolo fondamentale: formando abilità, competenze, saperi, consente al visitatore di attribuire nuovi