DIRITTO DI LEGGERE E DISABILITÀ VISIVE

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Il difficile equilibrio tra tutela del diritto d'autore e accesso all’informazione di ciechi e ipovedenti
di Simonetta Vezzoso

Si è tenuto a Trento lo scorso 25 maggio il convegno "Tutela del diritto d'autore e diritto di leggere delle persone con disabilità visive", organizzato dal Dipartimento di Scienze giuridiche congiuntamente con l’Associazione Italiana Biblioteche (AIB). La riflessione comune ha avuto per oggetto in particolare gli ostacoli giuridici che si frappongono all'accesso a materiale informativo, culturale e di intrattenimento da parte di persone cieche e ipovedenti. Tale accesso trova tradizionalmente riconoscimento nel sistema del diritto d'autore attraverso la previsione di eccezioni al diritto esclusivo del titolare del diritto.

Tuttavia, come sottolineato da vari relatori, il rafforzamento della tutela del diritto d'autore, conseguito a livello internazionale dalla fine del millennio scorso, non è stato adeguatamente controbilanciato da un pari consolidamento del sistema delle eccezioni, che al momento si rivelano dunque insufficienti a salvaguardare gli interessi di categorie di soggetti diversi dai titolari dei diritti. Di conseguenza, nonostante i notevoli progressi tecnologici realizzati negli ultimi anni, in Europa solo una percentuale molto limitata di opere è disponibile in formati accessibili a persone con disabilità visive.
La situazione è ancora più grave nei Paesi in via di sviluppo, che spesso non includono nelle proprie legislazioni alcuna eccezione specifica a favore di ciechi e ipovedenti. Alcuni relatori si sono soffermati in particolare sulle proposte, attualmente in discussione presso l'Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale (OMPI), di introdurre uno strumento efficace di tutela ("Hard" Law) a favore di persone con disabilità visive, quale appunto un Trattato internazionale.

Si oppongono attivamente ad una tale introduzione i titolari dei diritti d'autore, i quali temono di vedere pregiudicato il potenziale economi