Polo "Fabio Ferrari", foto Agf Bernardinatti, archivio Università di Trento

SCIENZA IN COLLINA

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Il Nobel Wolfgang Ketterle ha inaugurato una serie di lezioni pubbliche presso il Polo Ferrari
a cura dell’Ufficio Stampa dell’Università di Trento

Wolfgang KetterleNella comunità scientifica internazionale è per tutti l’uomo del superfreddo. Si tratta del fisico tedesco Wolfgang Ketterle che, insieme ai colleghi Eric Cornell e Carl Wieman, nel 1995 riuscì a produrre la punta massima di freddo mai realizzata in laboratorio: un miliardesimo di grado sopra lo zero assoluto (–273 gradi centigradi). Un traguardo impensabile e un grande passo avanti nella fisica, che gli è valso nel 2001 il massimo riconoscimento per uno scienziato: il premio Nobel.
Wolfgang Ketterle - che a Trento è legato da collaborazioni scientifiche fin dal 1996 - è stato ospite della Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali lo scorso 30 settembre, nell’aula magna del Polo scientifico e tecnologico “Fabio Ferrari” di Povo, per una lezione che lo ha fatto incontrare con studenti, dottorandi, ricercatori e professori della facoltà. Il suo intervento è stato anche un’occasione per allargare il dibattito a tutti coloro che sono interessati ad approfondire il tema affascinante della superfluidità in sistemi raffreddati alle temperature più basse finora raggiunte.

Con il seminario di Wolfgang Ketterle la Facoltà di Scienze ha inaugurato l’iniziativa “Scienza in collina”, che prevede una serie di lezioni pubbliche tenute da esperti di fama mondiale nei campi della Biologia, Fisica, Informatica e Matematica.
Sandro StringariLa realizzazione di esperimenti, come quelli sviluppati da Ketterle, è il frutto di tecnologie d'avanguardia nel campo della fisica atomica, che i ricercatori stanno attualmente sviluppando nei laboratori più importanti al mondo. “Ketterle e gli altri scienziati - spiega il professor Sandro Stringari che ha promosso l’incontro - hanno utilizzato tecniche avanzatissime della fisica atomica per isolare ‘quasi perfettamente’ quantità minime di gas in modo da evitare ogni contatto con altri materiali. Questi gas, raffreddati a temperature bassissime, danno luogo a fenomeni fisici nuovi di straordinario interesse. E si è scoperto che alle temperature estreme gli atomi di gas si organizzano come ‘un’onda di materia coerente’, come avviene nei laser con le onde elettromagnetiche”.

La visita del premio Nobel Ketterle a Trento è stata anche l'occasione per annunciare l'avvio di un nuovo laboratorio sperimentale sui gas atomici ultrafreddi che sarà realizzato a Povo grazie a un progetto finanziato dalla Provincia autonoma di Trento e coordinato dal Centro BEC dell'Istituto Nazionale di Ottica del CNR, già operante da alcuni anni presso il Dipartimento di Fisica dell’Università. Il responsabile della nuova iniziativa sperimentale sarà il ricercatore Gabriele Ferrari che si trasferirà a Trento dal Laboratorio Europeo di Spettroscopia Nonlineare (LENS) di Firenze.

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