Immagini di microscopia a fluorescenza

NUOVE STRATEGIE SCIENTIFICHE PER SCONFIGGERE L’AIDS

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Annientare i contatti tra virus HIV e cellula. Un progetto di ricerca del Centro di Biologia integrata dell’ateneo
di Anna Cereseto

Dal 1981 ad oggi circa 40 milioni di persone sono state contagiate dall’HIV, il virus dell’immunodeficienza umana (AIDS) provocando più di 25 milioni di vittime. Secondo le ultime stime ogni giorno avvengono 14.000 nuovi contagi e 8.500 decessi nel mondo.
Riportare aride cifre può sembrare morboso, ma forse può essere utile per far capire che stiamo parlando dell’epidemia più devastante mai toccata alla specie umana; un’epidemia che coinvolge strutture socio-sanitarie di intere nazioni, non solo quelle in via di sviluppo.

Dalla scoperta nel 1983 dell’HIV come agente causante l’AIDS, la ricerca su questo nuovo patogeno ha letteralmente messo le ali. Scienziati di tutto il mondo si sono messi al lavoro per scoprire i meccanismi della sua diffusione e per trovarne i punti deboli, in modo da predisporre una terapia. Oggi sappiamo dell’HIV molto più che di qualsiasi altro agente patogeno. L’intensa attività della comunità scientifica aveva già portato a soli tre anni dalla sua scoperta come causa dell’AIDS al primo farmaco antivirale, l’AZT. Già a metà degli anni novanta la ricerca di nuove terapie contro l’HIV si era arricchita di altri farmaci. Come risultato di questa intensa attività di ricerca, attualmente il numero di molecole messe a punto per combattere l’AIDS è superiore a quella dei rimedi disponibili per qualsiasi altra infezione virale.
Eppure la battaglia contro questo subdolo agente infettivo non è ancora vinta. Anzi, qualsiasi strategia si metta in campo il virus si presenta con nuove varianti resistenti. Questa caratteristica del virus di mutare rapidamente ha impedito di mettere a punto un vaccino nonostante gli innumerevoli tentativi. Infatti, modificando la propria struttura superficiale il virus riesce a fare andare a vuoto gli attacchi del sistema immunitario che è responsabile della nostra difesa dagli agenti patogeni.

Schema di una particella virale di HIV-1Nonostante il colossale sforzo scientifico ed economico che non trova precedenti nella storia del campo biomedico, la lotta all’AIDS è tempestata da continui insuccessi. Scienziati e clinici si sono trovati di fronte alla sconcertante evidenza che le conoscenze fino ad ora acquisite dalla sconfitta di malattie infettive, come il vaiolo e la poliomelite, poco servivano a debellare questa nuova patologia infettiva. La sconfitta del